Giacomo Soffiantino con l’amica Elisabetta Viarengo Miniotti

L’elogio della figura

Giacomo Soffiantino con l’amica Elisabetta Viarengo Miniotti

“…Echi dei rivi strozzati e delle foglie riarse (e accartocciate) di montaliana memoria. E degli ossi di seppia che le onde non cessano di sballottare.

Dipinti e incisioni, gli specchi di una meditata inquietudine, di una giansenistica tensione. È il cedere dapprima, e l’abbandonarsi poi alle sopravvenienti sollecitazioni creative, parallele alla moltiplicazione dell’alfabeto gestuale ed alla crescente autorevolezza che lo porta a una conquista sicura dell’elemento fondamentale della creazione: la luce.

Soffusa o abbacinante, seminata sempre disegni, sciolti e incrociati, e di macchie, lievi di materia e aggettanti di paste grumose, soffocata da ombre larghe, trapelante dalle reti fitte degli incroci, quieta e compiaciuta nelle larghe campiture, lente e serrate, radente sui rilievi, spigolosa nelle concavità ombrose, assorta nel trapelare dei lucori di un album di colori sconsideratamente posati con trascurata, imponderabile sicurezza. …”

Gianfranco Schialvino

Alcune opere di Elisabetta esposte

Acqueo
Acqueo – acrilico su carta su tela – 150 X 200 – 1994
Nuotatrice, olio su tela, 160 x 100, 1999
...e il treno va
… e il treno va, olio su tela, 100 x 100, 2006