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2020


  • Espressioni Grafiche        Senso del Segno          La Nisolina, Lu Alessandria Espressioni Grafiche Senso del Segno La Nisolina, Lu Alessandria Via Mameli 63 - Lu (AL) 13 Settembre - 11 Ottobre 2020
  • Espressioni Grafiche        opera esposta Espressioni Grafiche opera esposta "Acqueo (nuotatrice a dorso)" - acquaforte aquatinta, rotelline, brunitoio - mm 224 x 320 - 1997
  • Dialogo con i maestri             Palazzo Lomellini, Carmagnola Dialogo con i maestri Palazzo Lomellini, Carmagnola Carmagnola (TO) 28 agosto - 11 Ottobre 2020
  • Dialogo con i maestri             opera esposta Dialogo con i maestri opera esposta "Figura nel giardino 2" - olio su tela - cm 70 x 70 - 2017
  • Dialogo con i maestri             opera esposta Dialogo con i maestri opera esposta "Betulle su fondo nero" - olio su tela - cm 60 x 80 - 2010
  • Elisabetta Viarengo Miniotti nel suo eden - Gianfranco Schialvino Elisabetta Viarengo Miniotti nel suo eden - Gianfranco Schialvino
  • Le pagine incise e la pittura di Elisabetta Viarengo Miniotti - Angelo Mistrangelo Le pagine incise e la pittura di Elisabetta Viarengo Miniotti - Angelo Mistrangelo
  • Crocifissioni              Collegio S. Giuseppe Torino Crocifissioni Collegio S. Giuseppe Torino dal 5 marzo al 2 aprile 2020 interrotta causa Covid e sarà riproposta nel 2022
  • Crocifissioni      - opera esposta Crocifissioni - opera esposta "Volto del Crocifisso" - acquerello - 2019
  • L’arte e la memoria               Storie nel tempo                Rovereto		L’arte e la memoria Storie nel tempo Rovereto di Cristiano Beccaletto Biblioteca civica "G. Tartarotti", Rovereto Giornata della memoria 2020 - Mail Art opera esposta: "I bambini di Terezin" - disegno a penna e pennarello - cm 11 x 22 - 2013
  • L’arte e la memoria               Storie nel tempo                Rovereto	L’arte e la memoria Storie nel tempo Rovereto di Cristiano Beccaletto Biblioteca civica "G. Tartarotti", Rovereto Giornata della memoria 2020 - Mail Art opera esposta: "Anna Frank" - disegno a penna e pennarello - cm 11 x 22 - 2012

 

«Elisabetta Viarengo Miniotti esige un’attenzione meticolosa, uno sguardo al diapason, una “religiosa” statura. Calandosi, compenetrandosi, come lei vuole, fortissimamente vuole, nel Creato, nel suo alfabeto simbolico, nella genealogia del senso, estraneo, beninteso, alle ovvie tessiture. C’è un respiro fantasmatico nell’atelier di Elisabetta Viarengo Miniotti». Mi è caro ricordarla nel giorno della sua scomparsa con queste parole di Bruno Quaranta, che come tanti era rimasto impressionato dal suo impegno: giorno dopo giorno, di olio in incisione, per conquistare uno spicchio di eden, di meraviglia, di bellezza. Per fissare, ricreandola, l’immagine di una bella estate, un treno che va, un cespo di rose, un nuotatore irriducibile. Per evitare, spostare di giorno in giorno, la morte del saper dipingere, così come il suo maestro prediletto, Giacomo Soffiantino, l’ultimo naturalista, il mentore nel vergiliato dei boschi, delle acque, dei giardini. Per tutta la vita ha avuto bisogno di pensare alla pittura, di fare della pittura per aiutarsi a vivere, per liberarsi da tutte le impressioni, tutte le sensazioni, tutte le inquietudini cui non avrebbe trovato mai altro scampo che non nella pittura. Sono ormai pochi quelli che dipingono perché sono pittori! C’è chi dipinge per vanità, chi per noia, chi per tirare la giornata, molti per vizio. Elisabetta ha dipinto la natura (“niuna cosa dà la natura, madre di tutte le cose e operatrice ..., che egli con lo stile e con la penna o col pennello non dipignesse” scriveva il Boccaccio di Giotto), un paesaggio fatto di rocce, di acqua, di fiori, di grano, di alberi, di figure. Ha dipinto i riflessi della luce, e spesso c’è un accenno di ebbrezza nel suo colore, una vibrazione esaltata che pare percorrerla, la natura, sotto la pelle. Che ne fa sentire l’odore. All’alba fresco di sensazioni che arrivano ora dalle valli ora dal mare; a mezzogiorno denso di note di resina e di rosmarino, di terra e di paglia; di sera caldo e acre, asciutto e castano; di notte terso nel blu profondo, del mare e dell’oltremare, gemmato di lumi. Delicato e violento, profondo e agitato, persino salmastro e fradicio, secco ed assetato. Ma soprattutto azzurro, colore, sapore, suono, mistero di cobalti e turchesi, celesti e turchini. E verde, acerbo e livido, verdume e verzura, erbe e fronde, freschezza, rigoglio, vigore. E talvolta il giallo, biondo rossiccio di grano, giallastro di polvere e gialliccio di fumo, e gialligno, intriso di afa e calura, come l’ittero. Ci (mi) mancherà, è stata un’amica.

Gianfranco Schialvino


2020


Archivio Elisabetta Viarengo Miniotti mail@eviarengominiotti.com